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L’amicizia ai giorni nostri (facebook o no facebook) 5 PDF Stampa E-mail
Scritto da Claudia Fantini   
Domenica 03 Gennaio 2010 16:16

di Daniele Rodolico
    Ho appena chiuso Facebook. Rispondevo a qualcuno che ha lasciato sulla mia bacheca un messaggio molto volgare e, per usare un eufemismo, eccessivamente diretto, attaccandomi per un aforisma che avevo pubblicato qualche giorno fa, a suo avviso incoerente con il mio presunto modo di pensare. “Presunto” poiché non avrò parlato con questa persona più di due volte sull’autobus tra Anagni e Colleferro. La notifica che mi ha segnalato l’evento diceva: “un amico ha lasciato un messaggio sulla tua bacheca!”. Ma un amico vero mi avrebbe mai definito simile a delle feci solo per una frase di Nietzsche con la quale non avrei dovuto concordare? Non solo è sbagliato il modo di porsi, ma anche il presupposto… 

      Mentre scrivo questa frase penso all’insegnante che leggerà il tema e, probabilmente, riterrà inadeguato il particolare. Ma non è forse proprio la mancanza di franchezza ciò che ha causato la fine della vera amicizia, lasciando il posto a sotto forme di questo sentimento?

    Alcune volte sento molte persone chiedersi cosa ci porta ad amare o a provare affetto per un’altra persona. Questo enigma affligge la specie umana da sempre.

    I rapporti interpersonali cambiano a causa del fatto che siamo proprio noi a cambiare con il tempo, avendo esigenze differenti e, visto che i nostri bisogni riguardano spessissimo le persone con le quali relazioniamo, anche da loro richiediamo cose diverse.

    Chi è un amico? Questa è una delle domande alle quali io ammetto di non saper rispondere con certezza. So dire chi non è un amico, ma la definizione esatta non riesco a formularla e, molto probabilmente, tutto ciò ha un motivo. Procediamo per gradi.

    Intorno a me l’amicizia è intesa quasi come una forma di ipocrisia, qualcosa che non può esistere veramente. Perché qualcuno, oggi, dovrebbe pensare ad un altro invece che a sé stesso, in una società fondata sull’egoismo e sul “mors tua vita mea” ? Questa presunta consapevolezza porta la maggior parte delle persone ad instaurare rapporti di amicizia precari e, a questo punto, anche falsi. Se nessuno ti potrà mai essere amico, poiché pensa solo al suo interesse, che motivo esiste di continuare a cercare l’amicizia e a definire “amici” le persone che ci circondano? A me sembra una presa in giro.

    Secondo me, il problema è proprio porre dei requisiti nell’amicizia, come nell’amore. L’amico non è né la persona con la quale condividi più tempo (un compagno di classe non deve obbligatoriamente essere tuo amico), né qualcuno che deve per forza darti qualcosa. L’amicizia è diventata un do ut des, e il presunto amico cessa di essere tale quando gli si può imputare il non averci dato ciò che cercavamo.

    L’amicizia on-line, o con l’inglesismo di riferimento “internet friendship”, permette di premere un tasto e “rimuovere” qualcuno dall’essere amico. Rimuovere così facilmente qualcuno come amico nella vita reale sarebbe impossibile, ma se non è un vero amico sin da quando lo abbiamo iniziato a ritenere tale cos’è che cessa nel momento in cui non lo consideriamo più “una persona vicina a noi” (l’assenza di un sinonimo alla parola “amico” è da notare). Non è forse questa finzione più grave della rimozione di un amico su un social network? Se l’amicizia reale è ipocrisia, come possiamo meravigliarci che sia tanto inverosimile anche quella che gli stessi uomini instaurano sulla rete?

    In realtà, porre un paragone tra l’amicizia on-line e quella reale sarebbe quasi una parodia. Dopo la “rimozione” dell’amico, meriterebbe qualche riflessione “la richiesta” di amicizia che è seguita dalla “accettazione”: concetti abbastanza inverosimili nel vivere pratico quotidiano. E poi, qual è la sostanza dell’amicizia on-line? Se con l’amico reale, sempre che sia un vero amico, si vive insieme qualche esperienza o c’è uno scambio di opinioni di persona, in cosa consiste l’amicizia on-line? Nella cortesia di segnalarti un link che potrebbe interessarti o nel ”taggarti” in una foto?

    Un po’ di chiarezza è necessaria.

    Secondo me l’amicizia non deve essere per forza qualcosa in particolare. L’amicizia è un rapporto che nasce dall’innata esigenza umana di stare con gli altri e di condividere dei momenti collettivi. Una persona verso la quale si dimostra particolare empatia e con cui si vivono delle esperienze particolari e con cui è possibile uno scambio costruttivo di opinioni può diventare un amico quando è anche felice per ciò che ti accade di positivo e ti sta vicino nei momenti difficili,  è disposto a darti dei consigli, ma sa dirti, nel tuo interesse, quando secondo lui hai torto. A seconda delle situazioni, può essere anche una persona fidata alla quale confidare un segreto. Insomma, l’amico potrebbe essere una persona che ti aiuta a conoscere meglio te stesso e anche i tuoi difetti, portandoti a migliorare la tua personalità. Ma è sbagliato dire qual è l’amico stabilendo cosa dovrebbe fare o partendo dalla simpatia. Un amico epistolare non vive con te particolari momenti, ma dà un contributo importante alla tua persona. Così può fare anche un amico via chat: quest’estate mi è capitato di chattare con una persona che ha saputo darmi degli ottimi suggerimenti per vivere la vita con più serenità e si è rivelato essere un amico vero.

    Secondo me, il termine “amicizia” assume diversi significati e quindi, quando viene impiegato nel mondo di Internet, ha una seconda accezione. Inoltre, l’amicizia intesa nel contesto informatico è subordinata a quella reale. Infatti, spesso capita, riferendosi a un conoscente, di definirlo amico, ma soprattutto i nostri amici, veri o no che siano, coincidono con quelli che abbiamo nei social network. A me capita di chattare e condividere link con quella decina di amici fidati, pur avendo più di duecento “amici di Facebook”, dei quali mi capita di vedere le bacheche personali saltuariamente e con i quali né chatto né condivido link periodicamente. Quindi, essendo il social network un mezzo per comunicare, può essere utilizzato in diversi modi che derivano comunque dal nostro modo di relazionare nella quotidianità. Ci interroghiamo su quale sia il valore dell’amicizia quando viene portato in rete, ma diamo forse per scontato qual è quello che possiede nella vita reale? Esistono amici veri, ma chi ammette la loro unicità? Si deve dimostrare di averne tanti di amici, pur consapevoli che in realtà se ne avranno veramente molti di meno.

    Il termine amicizia ha perso il suo valore: dovrebbe essere una cosa più  speciale e dedicata a poche persone. L’esigenza di avere tanti amici ha originato questa traslazione semantica e, ora, non ci resta che trovare un termine suppletivo per quelle persone che sentiamo veramente vicine. Purtroppo, siamo nel tempo in cui vale la quantità e non la qualità.

    Ebbene, è difficile stabilire se un amico è colui che ti è  simpatico o con il quale condividi delle passioni o molto tempo, perché l’amicizia, quella vera, è diventata una cosa rara e difficile da riconoscere, non tanto perché il rapporto con l’altro sia sempre difficile da spiegare. Per questo non riesco a dire chi è l’amico vero: è quasi impossibile stabilirne i caratteri quando intorno a questa figura c’è così tanta instabilità. L’equivoco con l’amicizia on-line nasce proprio dal fatto che non ci chiediamo qual è l’importanza dell’amicizia. Fino a che sarà prevalentemente una finzione per opportunismo, oppure un’omologazione alla volontà altrui, di amici potremmo averne una miriade, ma quando avremo bisogno della persona veramente importante, che ci conosce e sa starci vicino chi ci sarà? Siamo veramente sicuri di potercela fare sempre da soli? Già l’egoismo è un brutto difetto; se ci uniamo la presunzione…

    Mi fermo qui. Non vorrei perderlo qualche amico per la lunghezza di questo pensiero o per il fatto che credo che l’amicizia abbia perso la nobiltà di un tempo, diventando sempre più un inganno. Purtroppo, non penso si possa tornare indietro; dobbiamo adeguarci al fatto che saremo sempre più soli: sono molto rare le persone affezionate che ci accompagnano nel lungo viaggio della vita condividendo non un link, ma la voglia di amare, crescere ed imparare, senza fermarsi mai. Allo stesso tempo, però, non possiamo ignorare che non riusciremo mai a fare a meno dell’amicizia: è un bisogno primario dell’essere umano. 

Ultimo aggiornamento Martedì 26 Gennaio 2010 08:14