| Cronaca dell'inaugurazione della Mostra - 27.01.10 |
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| Scritto da Claudia Fantini |
| Mercoledì 03 Febbraio 2010 15:53 |
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(da Athenaeum) Il 27 gennaio abbiamo celebrato il giorno della Memoria nei locali interrati del nostro Liceo. Ed è stato per molti di noi una grande emozione. Alle 9 di mattina il Vescovo ha tagliato il nastro della mostra e un grande applauso ha animato quelle sale che aspettavano solo quello per illuminarsi. Accanto al Vescovo, la Preside del liceo, il Preside delle Medie, il Direttore, l’Assessore ala Pubblica Istruzione di Anagni, e molti genitori. Ad accoglierli e a mettere una stella gialla sul petto di ognuno di loro c’erano i ragazzi della III media e del IV ginnasio che hanno realizzato la mostra che poi hanno preso posto nel settore che avevano scelto di illustrare. E la visita guidata è iniziata.
Carlo del IV ginnasio ha spiegato ai presenti che cosa era Terezin, un campo “modello” nella ex Cecoslovacchia utile per mostrare alla Croce Rossa Internazionale che le condizioni di vita dei rinchiusi erano sì dure ma accettabili. Grazia ha posto, quindi, l’attenzione sulla condizione dei bambini nel campo e Virginia della III media ha rivelato che quello che è accaduto nel campo in quegli anni terribili è stato un vero miracolo. Infatti, lì a Terezin, alcuni adulti internati, destinati a morte sicura, hanno utilizzato il tempo che rimaneva loro a disposizione per creare una scuola, per insegnare ai bambini ebrei a dipingere, a scrivere poesie, cantare e recitare. Simone e Giampaolo hanno quindi, mostrato il banco di scuola, in un angolo della sala di ingresso, che simboleggiava tutta quella fremente attività di Terezin. Sul banco i lavori artistici sulla dittatura realizzati dagli studenti in occasione del concorso del Movimento per la vita. Emanuele li ha descritti: il murales mostrava una belva feroce chiamata dittatura che sbranava uomini e cose, mentre la libertà era chiusa dietro le sbarre. Una scritta sbucava via: “Considerate se questo è un uomo…”. Il lavoro del IV ginnasio era, invece, un fumetto che immaginava gli ebrei come burattini e il dittatore come il burattinaio. Alla fine solo l’amore riusciva a spezzare i fili e a far tornare i burattini ad essere persone. Simone e Giacomo hanno, poi, illustrato l’istallazione di cui sono orgogliosissimi. Aiutati da tutta la classe hanno riprodotto alcuni letti di Terezin a grandezza naturale: Valentina ha, quindi, mostrati i disegni e le poesie dei bambini di Terezin, invitando i visitatori a notare che sotto ogni lavoro era indicata la data di nascita e morte (per lo più ad Auschwitz) degli autori. Anna Lucia e Sara hanno invitato tutti nella sala centrale e hanno spiegato che dimenticare quelle persone era farle morire due volte, fisicamente e nel ricordo. Pietro, Ilaria e Beatrice li hanno poi introdotti nella parte documentaria della mostra e Maria Vittoria, Irene e Clarissa hanno approfondito il periodo storico con particolare attenzione alle leggi razziali italiane. Antonio, guidando i presenti sugli ultimi disegni esposti ha fatto notare come fossero colorati, vivaci e pieni di vita e come quegli adulti fossero riusciti nel loro intento: alleviare il dolore dei bambini con l’arte-terapia. Riccardo ha poi presentato i video: quello della Media che illustrava il lavoro fatto per l’allestimento della mostra e quelli del IV ginnasio, storici, che si potevano ammirare nella saletta audiovisiva adiacente dove c’erano Francesca e Gabriele a rispondere alle domande dei presenti.
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Febbraio 2010 16:28 |


