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L'incontro con il commissario Belli PDF Stampa E-mail
Scritto da Claudia Fantini   
Venerdì 05 Febbraio 2010 15:30

Il 5 febbraio nell’aula magna del Liceo classico Leoniano gli studenti hanno incontrato il sostituto commissario Tiziana Belli e due suoi collaboratori della Polizia delle Comunicazioni di Stato. L’incontro verteva sui pericoli e i crimini in Internet. Il commissario, molto preciso e chiaro nell’esposizione, aiutato dal supporto multimediale, ha subito detto che si può incorrere in crimini anche senza volerlo. Ha chiesto agli studenti se qualcuno aveva mai scaricato musica illegalmente. E dopo aver assicurato i presenti che non avrebbe preso i nomi, alcune timide mani si sono alzate. E allora, creando suspense e un’ulteriore dose di attenzione, ha detto che potremmo non capire se la polizia ci piombasse in casa alle sei di mattina di una giornata qualunque.

 

Il motivo è che scaricando musica da siti illegali potremmo scaricare, senza volerlo, immagini o video pedo-pornografici. In quel caso, anche se richiudiamo immediatamente e cestiniamo il video, qualcuno potrebbe importarlo da noi. Così diventiamo noi stessi diffusori di materiale pedo-pornografico e sanzionabili penalmente in modo pesante. Catturata l’attenzione in modo irreversibile ha continuato evidenziando i rischi della rete. Si può per esempio cadere vittime di “fishing”. L’esempio classico è quello di Poste Italiane. Molti di noi ricevono email da Poste Italiane con la richiesta di dati personali. Ovviamente non è una mail originale perché è un modo per gli hacker di carpire informazioni. La Belli ci ha avvertiti che nessun ente Poste, banche o altro, ci chiederebbero mai per email informazioni personali. A questo ha aggiunto l’avvertimento di non aprire mai email il cui mittente è sconosciuto ma di cestinarlo immediatamente. Quando ha parlato poi delle ragazze al di sotto dei 18 anni ricattate su internet l’attenzione era palpabile. Nel 2009 nella sola provincia di Frosinone 80 ragazze circa hanno sporto denuncia per ricatto sessuale. La Belli ha spiegato la dinamica. Avere a disposizione una webcam e del tempo da passare in cameretta ci espone a giochi, con persone che consideriamo amiche ma che non sempre lo sono, che rischiano di diventare pericolosi. Mostrare parti del proprio corpo induce nella maggior parte dei casi chi è dall’altra parte della rete a chiedere sempre di più fino a ricattare con il fatto di rendere pubbliche foto e riprese non proprio lecite. Molte sono state le domande su come proteggere la nostra persona, i nostri dati per sonali e la nostra privacy. Non è facile, ha detto il commissario, ed è quasi impossibile per i professionisti del settore ma bisogna affrontare la rete con consapevolezza, ma anche con serenità. Tenendo presente semplicemente tutte quelle raccomandazioni che una volta la mamma ci faceva prima di uscire in strada. Soprattutto: “Non accettare mai caramelle dagli estranei”.

le foto dell'incontro nella galleria fotografica di www.bonifacio.ottavo.it

 

Ultimo aggiornamento Domenica 07 Febbraio 2010 14:21