| Tra off-line e on-line: la tecnologia cambia la nostra vita |
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| Scritto da Daniele Rodolico |
| Giovedì 18 Febbraio 2010 17:29 |
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Da questa esigenza si origina l’incontro tenutosi giovedì 18 febbraio 2010 presso il Liceo Classico “Leoniano” di Anagni. La Scuola Cattolica prosegue, infatti, la serie di appuntamenti dedicati al mondo di Internet e, in particolare, ai social network.
Dopo aver analizzato i rischi legati a questa realtà così vicina e allo stesso tempo sconosciuta guidati dalla Polizia delle Telecomunicazioni nell’incontro di venerdì 5 febbraio, si passa ora ad un’analisi mirata ai cambiamenti della dimensione relazionale ed affettiva dovuti al diffondersi di Internet. A moderare l’interessante dibattito Mons. Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali della CEI.
Mons. Pompili ha chiarito innanzitutto che, come qualsiasi mezzo di comunicazione, Internet è in grado di cambiarci, a dispetto di coloro che affermano il contrario, ritenendo minimo l’impatto sulle nostre vite. Essendosi evoluto recentemente, non può non essere inevitabilmente imputato di un “processo” che la stessa scrittura, nell’antichità, ha dovuto patire nel confronto con l’oratoria. La tecnologia ha persino cambiato la nostra intelligenza: le informazioni, prima elaborate in maniera lineare (si pensi ad esempio alla lettura di un libro per ricercare), ora si trovano quasi in maniera circolare, oppure in un vero e proprio labirinto, in un caos al quale si accede in modo casuale. Per questi motivi è essenziale stabilire una gerarchia, o meglio un ordine a tutto ciò.
La tecnologia è un ambiente nel quale siamo completamente immersi e che ci conduce a continui e velocissimi mutamenti nel nostro modo di instaurare relazioni interpersonali. Nel farlo è indispensabile saper distinguere gli aspetti dei vari mezzi di comunicazioni di cui facciamo uso, riconoscendo le differenze tra le dinamiche di socializzazione nella vita pratica e quelle in rete. Inoltre, il mondo virtuale non è il contrario della realtà, l’irrealtà, ma bensì una nuova forma di realtà. Questo oceano, nel quale si naviga spesso senza essere consapevoli della rotta, non va demonizzato; il Papa stesso definisce il WEB un territorio da esplorare, identificando i giovani negli esploratori. Bisogna evitare, però, di creare una contraddizione tra l’off-line (la vita pratica) e l’on-line (la vita sul web). Il rischio è quello di ritrovarsi, come utenti di Internet, a non usufruire nel miglior modo le grandi risorse che un gigante del genere offre. E non c’è molta differenza tra questo comportamento e quello del visitatore di un museo grande come il Louvre, che però si riduce a leggere le scritte nella toilette!
Numerose le ricerche sui riflessi della tecnologia sulla società, in primis quelle di Manuel Castells e quella dell’Università Cattolica di Milano, che hanno individuato la nascita dell’”individualismo interconnesso”, quasi un ossimoro e quindi un’espressione antitetica, che si riferisce a un fenomeno in continua evoluzione, ossia quello di interrompere i rapporti con ciò che ci circonda e moltiplicare le connessioni su Internet.
Gli amici su Facebook equivalgono a quelli reali? Si possono intrattenere persino 800 amicizie allo stesso tempo sui social network? Inoltre, questa superficialità è a discapito della nostra riservatezza, spesso messa a rischio dalla cosiddetta “sindrome da confessionale”. Infatti l’assenza dei condizionamenti che si incontrano nella vita di tutti i giorni nel rapporto con le persone e, dunque, l’assenza di queste barriere nel mondo on-line, ci portano spesso, ingenuamente, a violare la nostra stessa privacy, rivelando delle informazioni personali e confidandosi oltre il limite che, invece, nella vita “off-line” avremmo rispettato, con maggiore discrezione e valutando più attentamente.
L’incontro si è concluso con l’invito a non trascurare mai un contatto con gli altri basato sulla “dimensione intracorporea” (la riscoperta dei sensi), consci che Internet rappresenta il presente e il futuro, ma queste due parole non possono esistere senza il passato.
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 19 Febbraio 2010 16:59 |



Come le nuove tecnologie hanno cambiato le nostre vite? Chissà se coloro che hanno ideato le prime forme di comunicazione in rete si aspettassero un simile “tsunami” nel mondo sociale, causando la necessità di rispondere ad interrogativi del genere.